Inquinamento, fiume chimico

L'Olona dagli anni '50 era nauseabonda. Il bagno io non l'ho mai fatto. Siamo cascati dentro una volta con la barchettina dell'amico Rossi, siamo inorriditi, ci siamo lavati cento volte. Già nel dopoguerra non si poteva più. C’era una schiuma perenne e poi c’era sempre un odore strano, un odore di chimica, non era neanche di fogna, perché negli ambienti contadini l’odore di fogna era familiare, il letame buono ha un odore, ma la gente nostra non lo considerava nauseabondo, invece l’Olona aveva un odore chimico nauseabondo.

 Gioacchino Mauri, Castellanza (Va), 8 marzo 2011.

La pesca era morta da un pezzo! Era morta già dagli anni ’20, già il Mazzocchi lo dice, negli anni ’20 era finita per i pesci. C’era la cartiera di Cairate che buttava dentro integralmente ogni schifezza chimica possibile, più tutte le tintorie, l’Olona era una fogna chimica. Qualche provvedimento c’è stato, ma teorico, grida seicentesche spagnole insomma. “Verrà tagliata la testa in piazza a chi scarica nell’Olona!”. Pubblicata e basta. E ce n’è voluto per cominciare a fare marcia indietro. Si è proceduto prima con la chiusura delle aziende che con una legislazione applicata. Il senso sacrale del fiume è venuto meno. La gente ha perso la sensazione diretta legata la fatto che si mangiava anche attraverso l’Olona, perché il mangiare arriva comunque. Siamo ancora contadini, ma andiamo a lavorare a Castellanza, a Milano, a Rho.

Gioacchino Mauri, Castellanza (Va), 8 marzo 2011.

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