Cavo Diotti

In un fascicolo che si trova nell’Archivio del Consorzio, c’è una sintesi della secolare questione del cavo Diotti, a cui sono dedicati una decina di faldoni, che riportano, soprattutto, una lunghissima causa. Il Diotti introduceva una certa quantità d’acqua a monte, che lui aveva rilevato anche dalla Svizzera valorizzando alcune fonti. La misurazione dell’acqua in un corso d’acqua, nel tempo e nelle varie stagioni, però, non è una cosa facilissima. A Castegnate, cioè Castellanza, dove c’è il ponte adesso, c’era la presa del cavo Diotti, che serpeggiando un po’ andava giù fino a Mazzo ad irrigare le terre dello stesso avvocato Diotti. Il Diotti era interessato ed appassionato a questioni idrauliche, curò per esempio la sistemazione del Lambro in entrata ed in uscita dal lago di Pusiano, mentre la presa del cavo Diotti qua a Castegnate non so neanche se sia ancora rilevabile, perché è stato tutto trasformato. Mi piacerebbe ricostruirlo, ma come dicono a Milano non sarà una cosa facile. La questione Diotti è sempre rimasta. Si sovrapponevano due problemi. Primo, come misurare la portata d’acqua. È un argomento che sembra semplicissimo, invece idraulicamente non lo è perché bisogna arrivare alle formule sulla misurazione dei canali. La presa Diotti qui a Castegnate era ancora di quelle in cui la misurazione era fatta con sistemi basati solo su una certa sezione, sull’altezza dell’acqua, ma non totale. Sull’effettiva misura dell’acqua presa fuori, ma sopratutto sull’effettiva misura del tempo di quella immessa realmente al di là delle sorgenti che erano già del Consorzio, ci sono sempre stati pareri abbastanza diversi.

Gioachino Mauri, Castellanza (Va), 11 marzo 2011.

Cavo Diotti d’introduzione

Così chiamansi i due cavi in parte costruiti e in parte costruiti dal Diotti, l’uno derivato dal Clivio e alimentato da molte sorgenti da lui acquistate anche nel territorio svizzero, l’altro formato dalle fontane dei Zappelli e del Cambiago.

I due cavi, dopo lungo percorso, defluiscono nel Canale della Bevera, la quale traduce le sue acque nell’Olona.

Le acque del Diotti, misurate in milanesi once 10 [?] 16/100 , vengono poi riestratte in sponda sinistra d’Olona. (vedi Bocca di Riestrazione).

Cavo Diotti di riestrazione

E’ il canale che si forma in sponda sinistra d’Olona in territorio di Castegnate e che viene alimentato dalla bocca modellata di riestrazione detta Bocca Diotti.

Da Castegnate il Cavio Diotti segue l’Olona a notevole distanza, quindi la sovrapassa in Comune di Pero con un ponte – canale a monte della travacca Cristina per dirigersi sui fondi di Mazzo Milanese e di Pantanedo.

L. Mazzocchi, Dizionario del fiume Olona, Consorzio del fiume Olona, Parabiago, 2008, pagg. 86-87.

CAVO DIOTTI D’INTRODUZIONE

Così chiamansi i due cavi in parte costruiti e in parte costruiti dal Diotti, l’uno derivato dal Clivio e alimentato da molte sorgenti da lui acquistate anche nel territorio svizzero, l’altro formato dalle fontane dei Zappelli e del Cambiago.

I due cavi, dopo lungo percorso, defluiscono nel Canale della Bevera, la quale traduce le sue acque nell’Olona.

Le acque del Diotti, misurate in milanesi once 10 [?] 16/100 , vengono poi riestratte in sponda sinistra d’Olona. (vedi Bocca di Riestrazione)

L. Mazzocchi, Dizionario del fiume Olona, Consorzio del fiume Olona, Parabiago, 2008, pag. 86.

CAVO DIOTTI DI RIESTRAZIONE

E’ il canale che si forma in sponda sinistra d’Olona in territorio di Castegnate e che viene alimentato dalla bocca modellata di riestrazione detta Bocca Diotti.

Da Castegnate il Cavio Diotti segue l’Olona a notevole distanza, quindi la sovrapassa in Comune di Pero con un ponte – canale a monte della travacca Cristina per dirigersi sui fondi di Mazzo Milanese e di Pantanedo.

L. Mazzocchi, Dizionario del fiume Olona, Consorzio del fiume Olona, Parabiago, 2008, pag. 87.

 

 

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