Il mulino Star Qua

Questo mulino in realtà era già così come lo si vede, almeno per quanto riguarda la struttura esterna dell’edificio. Altri lavori molto importanti sono stati realizzati in anni successivi, nel 2007 – 2008, e hanno interessato invece il rifacimento degli argini sul corso principale. Questo ci ha dato anche la possibilità di essere decisamente più tranquilli per quanto riguardava possibili ondate di piena ed esondazioni all’interno del mulino.

Giacomo Molaschi, Nerviano (Mi), 30 maggio 2011.

 

Tra i mulini del fiume Olona sopravvissuti all’abbandono e all’incuria, il mulino Sta Qua di Nerviano è certamente quello che è arrivato sino ai nostri giorni più integro e con le strutture molitorie pressoché intatte. Cuoriosa la denominazione del mulino che si deve a un episodio che lo vide protagonista e ricordato da una lapide all’interno del mulino, sulla quale si legge: “In questo luogo, il 4 febbraio 1853, non ancora doma l’insurrezione milanese, il massaro di questo mulino, alla truppa del conte Radestzkj, che razziato foraggio e vettovaglia intendeva piantare bivacco, ordinando a lui e ai familiari l’immediato sgombero, fermamente rispondeva  – noi vogliamo sta quà! – chiaro esempio di coraggiosa risoluta resistenza allo straniero oppressore”.

Erano gli anni in cui l’insurrezione popolare, iniziata con le barricate delle Cinque giornate di Milano nel mese di marzo 1848, intendeva liberarsi dal governo e dai soldati dell’imperatore austriaco guidati dal conte Josef Radestzkj, nominato governatore militare della Lombardia, che fu costretto a lasciare Milano in seguito alla sconfitta inflitta dai cittadini.

Giacomo Agrati, Cenni storici del mulino Star Qua di Nerviano, opuscolo, 2010.

 

Infatti nel 2000 -2001 si è verificata l’ultima esondazione e qui dentro c’era un metro d’acqua. Gli argini chiaramente non erano sufficientemente robusti, in qualche zona è cominciata a penetrare un po’ d’acqua e di conseguenza si sono create le voragini.

Il passo che immaginiamo di compiere a breve, infatti, è quello di risistemare l’intero edificio e di trasformarlo in modo che diventi un luogo dove si possa accogliere la gente, come le scolaresche per le visite guidate ad esempio, oppure persone che abbiano necessità di un posto dove poter organizzare feste, cerimonie e altri tipi di eventi e momenti di aggregazione.

Giacomo Molaschi, Nerviano (Mi), 30 maggio 2011.

© Copyright 2011 Olona fiume invisibile. Proudly powered by WordPress.-->
Up