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Mulino Bernasconi

Il Mulino Bernasconi è un mulino del 1850 circa, ma non so la data precisa: c’è una ruota di diametro esterno di quattro metri e mezzo, collegata con tutti gli ingranaggi, che fa muovere la macina all’interno del mulino. Il nostro è un mulino che si sviluppa lungo il canale di irrigazione, o meglio una roggia molinara del fiume Lanza, che è un affluente del fiume Olona.


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Irrigazione

Un motivo di suddivisione e conflitto è sempre stato quello dell’irrigazione e dell’utilizzo dei mulini. L’irrigazione, per l’Olona, ha sempre avuto come prescrizione l’obbligo del ritorno dell’acqua dei campi irrigati a valle. Una volta estratta, l’acqua gira in una roggia e si espande più o meno sui terreni irrigati. Una parte di quest’acqua rifluisce a valle anche dopo l’irrigazione, altrimenti andrebbe persa in terreni strani. L’insistente legislazione sui soratori minacciava di togliere l’irrigazione a coloro che non curavano il ritorno delle acque attraverso i soratori stessi. Inoltre, evidentemente, ogni ritorno era anche un aiuto all’alimentazione dell’altra grande funzione dell’Olona: i mulini. Il prelievo dell’acqua dal fiume non è mai stato libero, ma al contrario sempre sottoposto alla concessione dello Stato.

Gioachino Mauri, Castellanza (Va), 8 marzo 2011.

Custode delle acque o camparo

Custodi (vedi anche campari)

Il base allo Statuto organico del 1877 i custodi d’Olona sono 5 così ripartiti: per la Bevera e il Cavo Diotti colla residenza in Viggiù; per la tratta d’Olona dalle origini al ponte di Vedano, con sede in Varese; per la tratta d’Olona dal ponte di Vedano al ponte di Solbiate, con residenza in Cairate; per la tratta d’Olona dal ponte di Solbiate al ponte di Parabiago, con residenza in Legnano; per la tratta d’Olona dal ponte di Parabiago a Milano, con residenza in Rho.
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