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Coltivare a rotazione

I miei nonni erano affittuari della prebenda parrocchiale, cioè della parrocchia di Vanzago, che fin dal '300 aveva circa trecento pertiche di terra in Vanzago, in tre o quattro dislocazioni, che affittava a cinque o sei famiglie. Una di queste famiglie era quella del mio bisnonno. Avevano un contratto come gli altri contadini, solo che il reddito di questa roba qui andava al parroco. I miei nonni, come tutti, coltivavano a rotazione: una parte a frumento, una parte a granoturco, una parte a prato, perché avevano una o due mucche, poi un vitello, possibilmente ogni anno, ma non è detto. Questa terra l'han tenuta finché hanno venduto le case, perché poi a metà anni '50 anche loro hanno comprato un lotto.

Gioachino Mauri, Castellanza (Va), 8 marzo 2011.

Vanzago, tra manifattura e urbanizzazione

L’immigrazione a Vanzago è stata pochissima, anche la prima immigrazione, quella cosiddetta  meridionale. Non sono arrivati in molti a Vanzago, perché Vanzago, per una serie di ragioni, non aveva impiego diretto, fabbriche dirette. C’era il salumificio fratelli Carini e l’officina Cantoni. Arrivavano dal Trentino, in particolare della val di Cembra. Da quella zona sono arrivate diverse famiglie e lavoravano per Cantoni. Invece, con la filanda, ci fu immigrazione residenziale.

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