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Irrigazione

Un motivo di suddivisione e conflitto è sempre stato quello dell’irrigazione e dell’utilizzo dei mulini. L’irrigazione, per l’Olona, ha sempre avuto come prescrizione l’obbligo del ritorno dell’acqua dei campi irrigati a valle. Una volta estratta, l’acqua gira in una roggia e si espande più o meno sui terreni irrigati. Una parte di quest’acqua rifluisce a valle anche dopo l’irrigazione, altrimenti andrebbe persa in terreni strani. L’insistente legislazione sui soratori minacciava di togliere l’irrigazione a coloro che non curavano il ritorno delle acque attraverso i soratori stessi. Inoltre, evidentemente, ogni ritorno era anche un aiuto all’alimentazione dell’altra grande funzione dell’Olona: i mulini. Il prelievo dell’acqua dal fiume non è mai stato libero, ma al contrario sempre sottoposto alla concessione dello Stato.

Gioachino Mauri, Castellanza (Va), 8 marzo 2011.

Coltivare a rotazione

I miei nonni erano affittuari della prebenda parrocchiale, cioè della parrocchia di Vanzago, che fin dal '300 aveva circa trecento pertiche di terra in Vanzago, in tre o quattro dislocazioni, che affittava a cinque o sei famiglie. Una di queste famiglie era quella del mio bisnonno. Avevano un contratto come gli altri contadini, solo che il reddito di questa roba qui andava al parroco. I miei nonni, come tutti, coltivavano a rotazione: una parte a frumento, una parte a granoturco, una parte a prato, perché avevano una o due mucche, poi un vitello, possibilmente ogni anno, ma non è detto. Questa terra l'han tenuta finché hanno venduto le case, perché poi a metà anni '50 anche loro hanno comprato un lotto.

Gioachino Mauri, Castellanza (Va), 8 marzo 2011.

Inquinamento, fiume chimico

L'Olona dagli anni '50 era nauseabonda. Il bagno io non l'ho mai fatto. Siamo cascati dentro una volta con la barchettina dell'amico Rossi, siamo inorriditi, ci siamo lavati cento volte. Già nel dopoguerra non si poteva più. C’era una schiuma perenne e poi c’era sempre un odore strano, un odore di chimica, non era neanche di fogna, perché negli ambienti contadini l’odore di fogna era familiare, il letame buono ha un odore, ma la gente nostra non lo considerava nauseabondo, invece l’Olona aveva un odore chimico nauseabondo.

 Gioacchino Mauri, Castellanza (Va), 8 marzo 2011.


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